Abbiamo posto G. Ohsawa come ultimo di una serie di filosofi che va dai presocratici a Nietzsche, ma non abbiamo l’intenzione di esaminare il suo pensiero nell’ottica dei precedenti.
Questi sono stati visti come
occasione per trarre dal loro pensiero intuizioni fondamentali che potevano
essere utilizzate per proporre una visione del mondo tale da costituire la base
teorica per un modo diverso di vivere.
Non ci comporteremo in questo modo
in rapporto al pensiero di Ohsawa perché egli non ha preteso di inventare o
scoprire nulla e, in questo senso, rappresenta un punto di riferimento per tutti
noi: di filosofie ne sono state proposte già anche troppe, tanto da creare
disorientamento e imbarazzo in chi non ha ancora raggiunto quella maturazione
interiore che, sola, permette di intuire tra le tante direzioni già tentate
quella che fa al caso nostro.
Georges Ohsawa è il nome che Nyoiti
Sakurazawa, giapponese nato a Kyoto nel 1893, ha scelto quando ha deciso di
proporre alla cultura occidentale la propria esperienza personale di recupero
di un sapere antichissimo, grazie al quale egli aveva raggiunto uno stato di
salute e di energia invidiabili quando la medicina occidentale, a cui la sua
famiglia aveva dato fiducia, aveva diagnosticato il suo caso come
irrecuperabile. Egli ha viaggiato molto, fondando scuole e centri di
macrobiotica nell’America settentrionale e in Europa, dove ha scelto la Francia
come paese elettivo nel quale ha soggiornato più a lungo.
Ha scritto molti libri, la maggior
parte in giapponese, poi anche in inglese e francese; non poche delle sue opere
sono state tradotte in diverse lingue.
Il primo libro ad essere pubblicato
in Europa è stato, presso l’editore francese J. Vrin nel 1931, Le Pincipe Unique de la Science et
de la Philosophie d’Extreme Orient; poi tradotto in Italiano con il titolo Introduzione
alla scienza della macrobiotica (Arcana Editrice).
Le opere a noi più accessibili sono
in francese e sono state per la maggior parte pubblicate presso la Libreria
Filosofica J. Vrin.
Citiamo i principali:
Le
Livre des fleurs (1931)
Le
Livre du Judo (1942)
La Philosophie de la Médecine de
l’Extreme-Orient (1956) poi tradotto in italiano
con il titolo La macrobiotica e la sua filosofia (Arcana Editrice)
Jack et
Mitie dans la jungle dite “Civilisation” (1958)
L’Ere
atomique et la Philosophie d’Etreme-Orient (1962)
Le
Cancer et la Philosophie de l’Extreme-Orient (1962)
Le Zen Macrobiotique (1966) E’ stato il primo libro di Ohsawa tradotto in italiano
con il titolo La dieta macrobiotica (Astrolabio Editore 1968)
L’Acupuncture et la Médecine de
l’Extreme-Orient (1969) Tradotto in italiano con
il titolo L’agopuntura e la medicina macrobiotica (Arcana Editrice)
4.000
ans d’Histoire de la Chine (1969)
Le
Livre de la vie Macrobiotique (1970)
Nelle sue opere Ohsawa verifica
l’efficacia dei millenari principi della filosofia dell’estremo oriente come
criteri validi ancora oggi per scoprire, in tutti i fenomeni della realtà per
noi percepibile, la manifestazione del Principio Unico, che noi abbiamo
individuato nell’Essere è di Parmenide. Principio unico che si esprime
nella eterna dinamica dei principi opposti-complementari, che abbiamo fatto
emergere nella provocatoria dialettica dei contrari di Eraclito. Così come, in
Pitagora, abbiamo colto meglio che non in altri filosofi occidentali la
compresenza delle due dimensioni, inconciliabili per la logica comune ma
perfettamente coesistenti nella metalogica esoterica, dell’Uno-Due: compresenza
che, nel Tre, recupera l’eterna realtà dell’Essere disvelatasi come l’infinita
radice della Realtà che diviene.
Ciò che fa di Ohsawa una persona
come noi e, per ciò stesso, ci permette di coglierne il potente stimolo ad una
crescita personale, è la ricerca continua di una conciliazione di questa
saggezza antica con gli sviluppi più recenti della scienza, tanto da recuperare
in pieno l’affermazione esoterica secondo cui la verità è una sola e a questa
convergono, su percorsi diversi, sia la filosofia che la religione e la
scienza. In questo senso conferma la nostra certezza di sempre che la filosofia
e la religione che temono lo sviluppo della ricerca scientifica sono
completamente fuori strada e rivelano di essersi ridotte a difese di interessi
costituiti, difese che il tempo progressivamente rende sempre più obsolete. In
questi ultimi secoli, nella cultura occidentale, la scienza è stata l’area di
ricerca che più efficacemente ha percorso la strada della indagine slegata
dagli interessi precostituiti, progressivamente demolendo le incrostazioni che
secolari ortodossie avevano sedimentato sia in campo cattolico che protestante.
In realtà, anche nell’ambito scientifico si è manifestata l’umana tendenza alla
cristallizzazione di livelli di verità precedentemente raggiunti che mal
sopportano di essere rimessi in discussione, ma la scienza ha oggi raggiunto la
“massa critica” per cui, nonostante gli interessi economici imperanti, essa può
contare su una crescita che non conosce soste nè conquiste definitive.
In questo senso riteniamo che il
modo migliore per cogliere l’importanza di Ohsawa come filosofo e ricercatore
della verità sia quella di riportare tale e quale la sintesi dei criteri che
devono ispirare la ricerca che ognuno di noi deve compiere; sintesi che egli ha
ereditato da una saggezza antica per la quale sarebbe quanto meno discutibile
tentare di individuare tempo e luogo di origine.
Questa sintesi si trova nei testi di
Ohsawa e viene riportata da molti libri e riviste che parlano di macrobiotica e
può essere utilmente suddivisa in tre “momenti”.
Sottolineiamo, ancora una volta, che
da questa sintesi possiamo trarre tutti gli strumenti per ripensare la nostra
vita e farla diventare una progressiva, esaltante crescita di consapevolezza.
- I principi dell’ordine dell’universo -
1-
Tutto
cambia e ciò che inizia finisce.
2-
Non vi
è dritto senza rovescio.
3-
Nulla
è assolutamente identico a qualcos’altro.
4-
Quanto
è più grande è il dritto, tanto più grande è il rovescio.
5-
Il
mutamento non è altro che la differenziazione o l’integrazione dei due fattori
antagonisti e complementari: yin e yang: la stabilità è un equilibrio dinamico.
6-
L’infinito-assoluto-eterno
si polarizza in yin e yang.
7-
L’infinito-assoluto-eterno
è il motore immobile di tutto ciò che cambia, della incessante trasformazione
di yin in yang e di yang in yin: da ciò ne consegue che ogni cosa è una
differenziazione dell’Infinito-Uno.
Ohsawa precisa: le sei prime leggi (da 1 a 6) sono leggi
del mondo della relatività, mentre la settima è la legge dell’universo intero,
ivi compreso questo mondo relativo che è solo un punto geometrico
dell’universo-infinito-assoluto-eterno.
- Le dodici leggi del cambiamento del principio unico
-
1-
L’infinito
Uno comprende in sè yin e yang.
2-
Yin e
yang esprimono in modo antagonista e complementare l’infinita forza dell’Uno.
3-
Yin
manifesta la forza centrifuga; yang manifesta la forza centripeta. Yin e yang
combinate in infinite proporzioni variabili producono l’energia e tutti i
fenomeni.
4-
Yin
attrae yang e yang attrae yin.
5-
Yin
respinge yin e yang respinge yang.
6-
La
forza di attrazione è proporzionale alla differenza tra le componenti yin e
yang.
La forza di repulsione è
inversamente proporzionale alla differenza tra le componenti yin e yang.
7-
Tutti
i fenomeni sono effimeri perchè mutano costantemente le forze yin o yang che li
costituiscono; yin e yang, infatti, sono in continuo divenire e, comunque,
tendono a trasformarsi nel loro opposto.
8-
Niente
è solamente yin o solamente yang. Ogni cosa è composta dall’insieme di queste
forze il cui equilibrio dinamico è in continuo mutamento.
9-
Non
esiste nulla che sia neutro. In qualsiasi realtà esiste sempre un predominio di
yin o di yang.
10-
Il
grande yin attrae il piccolo yin. Il grande yang attrae il piccolo yang.
11-
Lo yin
estremo produce yang. Lo yang estremo produce yin.
12-
Tutti
gli oggetti e le forme fisiche sono yang al centro e yin alla superficie.
- Esempi di distinzioni yin e yang sul piano concreto
-
Yin
Yang
Forza
centrifuga
Forza centripeta
Agricoltura
Verdura
Cereali
Ambiente
Vibrazioni...Aria...Acqua
Terra
Aspetto
Più esteso, fragile
Più compatto, duro
Atteggiamento
Più gentile, negativo
Più attivo e aggressivo, positivo
Attività
Più psicologica e mentale
Più fisica e sociale
Biologia
Regno vegetale
Regno animale
Predominanza
caratteristiche vegetali
Predominanza caratteristiche animali
Catalizzatore
Acqua
Fuoco
Combustibile
Gas, Benzina
Legna,
Carbone
Colore
Violetto
Rosso
Consistenza
Molle
Dura
Cottura dei
cibi Microonde,
Elettricità
Gas, Legna
Densità
Diluita
Concentrata
Dimensioni
Spazio
Tempo
Direzione
Ascendente, verticale
Discendente, orizzontale
Durata nel
tempo
Effimero
Durevole, Stabile
Effetti
climatici
Clima tropicale
Clima freddo
Elementi
K, O, P, Ca, N...
H, C, Na, As, Mg, Cl...
Forma
Allungata
Corta
Funzione
Decomposizione
Organizzazione
Diffusione
Fusione
Dispersione
Assimilazione
Separazione
Riunione
Influenza stagionale
Estate
Inverno
Lavoro
Mentale
Fisico
Luminosità
Più oscura, Buio Più
brillante, Luce
Movimento
Lento, scarsamente attivo
Veloce, molto attivo
Nervi
Maggiormente periferici
Maggiormente centrali
Ortosimpatico
Parasimpatico
Particella
atomica
Elettrone
Protone
Pentole
Alluminio
Acciaio
Peso
Leggero
Pesante
Posizione
Esterna e periferica
Interna e
centrale
Regione
d’origine
Tropicale
Fredda
Sapore
Piccante, Acido, Dolce
Salato, Amaro
Sesso
Femminile
Maschile
Stagioni
Inverno
Estate
Struttura
Spazio
Tempo
Struttura
degli organi
Maggiormente cavi ed estesi
Maggiormente pieni e compatti
Taglia
Grande
Piccola
Temperatura
Più
fredda
Più calda
Tendenza
Espansione
Contrazione
Umidità
Più umida
Più
secca
Vibrazione
Onde corte, Alta frequenza
Onde lunghe, Bassa frequenza
Vitamine
C
K, D
- Note conclusive -
Gli esempi concreti su citati vanno comunque sempre
interpretati in chiave dialettica.
Per esempio, il gas è un combustibile yin rispetto
alla legna ma, come fonte di calore disponibile nelle nostre cucine, è pur
sempre molto meno yin (quindi più
yang) rispetto alle microonde o alla elettricità.
Consideriamo il neonato e il vecchio:
- Dal punto di vista dello sviluppo fisico e spaziale, il
neonato è yang (dimensioni ridotte ed energia vitale concentrata); il vecchio è
yin (dimensioni fisiche estese ed energia vitale ormai già realizzata)
- Dal punto di vista mentale e della consapevolezza il neonato è yin (il nucleo di coscienza è aperto, pronto a nuove esperienze che innescheranno un processo di crescita); il vecchio è yang (nucleo di coscienza ormai strutturato e consolidato tanto che, alla morte, sarà il seme da cui si svilupperà un nuovo germoglio di coscienza che rappresenterà l’inizio di un processo di ulteriore crescita)
L’energia del tempo si inserisce nei processi in atto
potenziandoli.
Il formaggio, ad esempio, è un prodotto yang che con il
tempo diventa più stagionato, e quindi si yanghizza ulteriormente.
Il mosto, ad esempio, con il tempo sviluppa la
fermentazione, che è un processo di yinizzazione, per cui diventa vino e,
sempre con il tempo, spinge ulteriormente il processo di yinizzazione
diventando aceto. Se invece l’energia del tempo viene applicata al vino
imbottigliato, cioè posto in una situazione yang perchè si inibisce l’azione
dell’ossigeno che ha azione yinizzante, il vino diventa più yang, acquistando
le caratteristiche organolettiche del vino invecchiato.
La frutta è yin ma i suoi effetti saranno diversi in un
bambino e in un vecchio.
In un bambino l’effetto yinizzante della frutta si inserirà
potenziando e favorendo il naturale processo di crescita del corpo, se mangiata
in quantità corretta. In un vecchio l’effetto yinizzante della stessa quantità
di frutta in rapporto al peso corporeo andrà ad inserirsi, con la sua forza di
espansione, in un processo di disaggregazione e dissoluzione che ha già
raggiunto un livello molto alto per cui accelererà i processi di deterioramento
fisico. Sempre nel caso del vecchio, una moderata quantità di frutta potrà,
invece, essere preziosa in casi particolari, per esempio dopo una giornata di
lavoro sotto il sole estivo. In condizioni normali la persona anziana trarrà
maggiore giovamento da una componente yin più dolce e moderata come la verdura
che, durante la stagione fredda, dovrà essere sempre ancora yanghizzata con la
cottura.
Così, un eccesso di yin, nel bambino, porterà alla
passività e alla dipendenza.
Esempio concreto: Troppa condiscendenza nei confronti delle
richieste del bambino porterà allo sviluppo di una personalità viziata ed
esigente fino allo sviluppo di un comportamento aggressivo, ma questa
aggressività non avrà le caratteristiche dello yang (l’aggressività che nasce
dalle privazioni e dall’ira accumulata) ma sarà la tipica aggressività della
persona viziata che non ha mai dovuto affrontare difficoltà vere e che, al
primo scontro con una autorità forte, si piegherà senza avere la forza di
reagire in modo efficace.
Difficoltà e privazioni (che sono fattori yin) se contenuti
in un limite corretto, che va valutato caso per caso nei singoli individui,
sviluppano invece nel bambino un carattere yang, più volitivo e tenace; se
invece superano la soglia che il singolo può sopportare portano, all’opposto,
alla formazione di una personalità sfiduciata, debole e remissiva.
Nel caso di una persona anziana le difficoltà e le
privazioni, se si supera la soglia sopportabile dal soggetto, vanno ad
appesantire l’effetto fisico yin dell’invecchiamento, per cui può venire meno
la voglia di vivere. Questa prospettiva, che nella nostra cultura viene
normalmente vista in termini negativi, si capovolge in termini dialettici
grazie alla visione filosofico-religiosa su cui la macrobiotica si fonda, dal
momento che la morte è contemporaneamente fine di un processo di apprendimento
e inizio di un nuovo ciclo, che avrà come base di partenza i risultati
raggiunti nella vita che si conclude.