3. -  L’alimentazione alla luce dei principi macrobiotici.

 

 

 

 

3.1 -  Introduzione

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Vediamo ora di sintetizzare il percorso che ci ha portati alla macrobiotica come possibile proposta di modo di vivere.

Siamo partiti dalla citazione di Agostino (vescovo cristiano nato nel 354 e morto nel 430 d.C.) secondo cui la verità di salvezza portata dal cristianesimo era in realtà disponibile già prima, anzi, da sempre. La scelta rivoluzionaria rappresentata dal cristianesimo è consistita nel fatto che esso ha portato questo messaggio anche ai semplici e agli umili mentre prima era una conoscenza riservata a una ristretta minoranza scelta sostanzialmente all’interno delle classi privilegiate.

Evidentemente, quando Agostino si esprimeva in questi termini non poteva riferirsi all’ortodossia cattolica che oggi ci ritroviamo quanto piuttosto ad un insegnamento essenziale che dobbiamo poter individuare, tale e quale, in altre culture e in altri luoghi del mondo antico.

Nella nostra breve carrellata sui filosofi della cultura occidentale, scelti tra coloro che meglio ci permettono di ricostruire questo messaggio fondamentale, possiamo affermare, con la speranza ora di non essere fraintesi, che questo nucleo essenziale lo possiamo intuire in modo già sufficientemente chiaro ed efficace in Eraclito, Parmenide e Pitagora, nel senso che il primo prospetta la metalogica di tipo taoista e scintoista, il secondo l’eterna identità di Dio con se stesso e il terzo la razionalità assoluta del mondo in quanto espressione dell’Essere.

I vari filosofi che abbiamo esaminato ci hanno offerto l’opportunità di ampliare progressivamente con considerazioni sempre più ricche e articolate le intuizioni fondamentali, per cui si è messo a fuoco in tal modo un messaggio che, proprio in quanto trovato sostanzialmente identico in tempi, luoghi e culture diversi, possiamo ritenere essere quello a cui si riferiva Agostino.

Nietzsche, come ultimo filosofo del secolo XIX che ha rimesso in discussione tutto, proclamando il dovere di rendere personale e autentica la nostra concezione del mondo ha offerto una prospettiva che, oggi, utilizzando gli spunti tratti da filosofie diverse, può diventare una proposta affascinante da verificare personalmente.

 

Se è vero che il mondo è espressione della dialettica dei contrari, che sintetizziamo nei termini yin e yang, conoscendo il valore yin/yang dei diversi cibi si può tenere sotto controllo il proprio stato di salute.

Per coloro che hanno la forza di rimettere in discussione le proprie certezze acquisite e modificare il proprio modo di vivere, questa affermazione da ipotesi diventa certezza verificata ed essi non solo realizzano il progetto nietzscheano della grande salute, ma hanno ogni giorno la conferma di vivere consapevolmente all’interno della Legge che si esprime nel mondo e, in quanto espressione vivente e cosciente del Logos, intuiscono a fondo che cosa significa l’affermazione che noi siamo figli di Dio.

In sintesi estrema, il messaggio di salvezza è questo: il mondo ha un senso, il mondo è espressione di una razionalità assoluta di cui l’uomo può, avendola intuita, diventare a livelli diversi attivamente partecipe. Ci si può sentire cristiani, buddisti, ebrei, islamici, induisti, atei, ... perchè ognuno di noi ha precise radici culturali che lo hanno caratterizzato in questa particolare esistenza, ma intuendo la razionalità assoluta del mondo si entra nella comunità dei pitagorici, intendendo con questo termine, nella cultura occidentale, i detentori della conoscenza che non ha una origine definibile dal punto di vista storico o geografico e che esprime il livello più cosciente dell’umanità.

Siamo fuori dalla dimensione del divino concepito in termini antropomorfi e, proprio per questo, ci troviamo su una dimensione di fede che è veramente ecumenica, nel senso che se tutto ciò che esiste è espressione di un progetto divino, possiamo guardare con occhi diversi i discorsi che ci diversificano e che nella storia ci hanno opposti anche in guerre fratricide.

Questa verità che l’uomo ha potuto avere, seppure centellinata, è stata da secoli conservata sotto forma di un sapere che possiamo definire esoterico il quale, affermando che il mondo è espressione di una razionalità assoluta, ci invitava a guardarci attorno non pretendendo di essere noi a dettare legge al mondo, per scoprire in tal modo che l’insieme del mondo esprime bellezza e armonia e quei particolari del mondo che non vogliamo accettare e che definiamo come manifestazione del male esprimono anche essi, in quanto momenti di giustizia assoluta, l’armonia del tutto.

Anche la malattia esprime la razionalità dell’Essere: gli animali selvatici, così come le popolazioni primitive, che vivono in un ambiente non inquinato non conoscono le malattie di tipo degenerativo che sono l’espressione di un disagio profondo dell’organismo vivente costretto a fare fronte a squilibri yin/yang che esso non riesce più a smaltire.

 

La proposta macrobiotica può essere vista come il ritorno alla saggezza da cui sono derivate le religioni più antiche. Un ritorno alla saggezza originaria sia sul piano del nucleo dei principi filosofici che la ispirano che sul piano concreto della alimentazione quotidiana, perché con la macrobiotica viene l’invito a ritornare ai cibi che da sempre hanno costituito la base della alimentazione dei poveri con, in più, la consapevolezza aristocratica di chi conosce i motivi profondi, filosofico-religiosi, della propria scelta che si inserisce in una tradizione di conoscenza e di saggezza che si perde nella notte dei tempi.

Alla luce dei principi macrobiotici si utilizzano come cibo fondamentale i cereali nella loro forma integrale e, come condimento, le verdure di stagione prodotte senza forzature dalla terra in cui si vive: è una scelta di vita di tipo ascetico fondata sulla certezza che i cereali macinati o cotti nel momento del loro utilizzo rappresentano il cibo più potente disponibile per l’essere umano perchè nella loro integrità sono la materializzazione di una energia vitale capace di conservarsi perfettamente per decine di anni.

Conoscere i principi su cui si regge la macrobiotica significa, nel caso ci si senta cristiani, avere il coraggio di reinterpretare in senso esoterico le parole di Gesù Cristo dell’Ultima Cena: prima di iniziare il nostro pasto formuliamo sempre una preghiera di ringraziamento agli esseri viventi che sono stati sacrificati per diventare per noi fonte di vita. Questo perchè siamo consapevoli che nel mangiare si realizza il più potente rituale di magia con il quale la Vita che, unica e sola, si esprime in ogni essere, si trasmuta in noi nel livello di consapevolezza più alto che ora è possibile sul nostro pianeta.

La nostra scelta nasce da un lato grazie alle intuizioni suggerite dai grandi filosofi che abbiamo in precedenza esaminato, e dall’altro, grazie alla consapevolezza che in tutte le religioni storiche si è sempre evidenziata la netta distinzione tra la verità più difficile praticata da pochi e quella più facile accessibile ai più. Come esempio che vale per tutti possiamo ricordare il caso già citato dell’Induismo: nei Veda è scritto che Dio è uno solo e poi verifichiamo che la religione indù è quella che prevede migliaia di divinità a livello popolare e i templi sono zeppi di statue delle divinità più diverse.

Anche per il Cristianesimo è successo qualcosa del genere per cui, avendo la Chiesa deciso ad un certo punto nella sua storia di abolire i diversi livelli di verità, quella che è rimasta come verità unica si è progressivamente resa sempre più rozza dal punto di vista filosofico e razionale, dal momento che si doveva necessariamente fare i conti con il livello di comprensione delle masse.